Poi finalmente è arrivato il giorno. Il ristorante è aperto da un mesetto; insieme a due coppie di fidati amici, prenotando, ci andiamo.
Mi hanno riservato il tavolo richiesto, quello circolare, in maniera da poterci guardare in faccia alla maniera di Re Artù versione democratica.
Ordiniamo cose più o meno diverse: antipasti, primi e pizze.
Vietato errare: se per caso ti rivolgi al cameriere sbagliato questo sembrerà ascoltare le tue richieste con aria interessata, ma non otterrai soddisfazione.
Arrivano gli Antipasti … niente a che vedere con quelli che mi aspettavo ed a cui ero abituato. Questi sembrano più gli avanzi del Cenone di Capodanno, guardo in faccia i miei amici sentendomi in colpa: sono stato io ad insistere per venire in questo ristorante decantandone le potenziali doti, anche le loro facce sono sintonizzate sul canale “delusione”.
Arriva la Pizza: alta all’esterno, condita alla maniera napoletana e pietosamente cruda al centro. I primi freddi, si vede che hanno atteso 5? di troppo prima di essere serviti. Altra rivista ai volti dei commensali ed altra certezza: la nuova delusione è condivisa.
Puntiamo tutto sulla conversazione per la riuscita della serata. Ordiniamo i caffè ma facciamo l’errore di rivolgerci per ben due volte ai camerieri sbagliati, al terzo cameriere otteniamo i caffè ma non la grappa, finalmente, riuscendo ad individuare quello che sembra il Caposala, dopo mezz’ora dai caffè, riusciamo ad ottenere i distillati e gli amari.
Paghiamo, circa 35€ a testa, il Caposala mi rivolge la domanda di rito: ”tutto bene?“. Gli rispondo un Fantozziano “Certamente” ma volutamente non coglie la vena sarcastica.
Esperienza pessima, lontanissima da quella che sul loro sito è declamata come missione:
“deliziare i palati in modo genuino e sano ad un prezzo accessibile a tutti”
Anche se il prezzo, sforzandosi, lo si può considerare accessibile, sicuramente lo trovo esagerato rispetto alla proposta.
Il servizio è stato semplicemente svogliato e caotico, lontano dalle aspettative su di un locale aperto da meno di un mese.
Gli lascio il beneficio del dubbio, in primavera ci farò un’altra capatina, questa volta solo con mia moglie, per vedere se questi sono da considerare errori di gioventù.




Freccia Rossa a Brescia e ho scoperto che un’area era destinata all’apertura di un ristorante della catena “Rossopomodoro” ero quasi entusiasta, non vedevo l’ora.


