
Nonostante le condizioni meteo avverse la comitiva del S.Afra insieme al DGM (anche se in verità mi son ritrovato da solo visto le gravi defezioni di Diego C. e Diego S. e soprattutto quella all'ultimo secondo di Roberto) si appresta a chiudere la stagione in uno dei paesi fra i più singolari della provincia. Ci troviamo a Brione, 17 km da Brescia, all'inizio della Valtrompia e sopra la Franciacorta, 620 metri s.l.m. e solo 650 abitanti. Ma cosa ci spinge a venire in questo piccolo paesino del bresciano?
Sicuramente, visto la compagnia, visto il rapporto tra osterie, trattorie, pizzerie, ristoranti e abitanti che è di gran lunga superiore a qualsiasi comune della Valtrompia, si tratta di qualcosa che ha a che fare con l'arte... si l'arte del buon mangiare. Siamo nella graziosa trattoria La Madia, di propretà di un giovane maestro, Michele Valotti, che non si sa per quale ragione ha preferito la cucina alla filosofia, oppure non ha fatto altro che applicare alla sua disciplina del sapere un suo modo di interpretare una cucina tradizionalmente semplice per i bresciani di questi luoghi, ma difficile per chi come me pugliese d'orgine, si avvicina per la prima volta a questi sapori molto contrastanti fra loro, rendendola senza dubbio piacevole sia al palato che alla mente.
La cosa che colpisce appena varcata la soglia del locale è la tranquillità e la gentilezza da parte del personale di servizio. Accompagnati nella saletta, riservata tutta per noi, con un grande tavolo al centro e un'ampia finestra che si affaccia sulla Franciacorta e lago d'Iseo, partiamo per ....l'avventura, il menù si presenta non con tanti piatti ma molto esauriente, su ogni piatto pensate viene specificato nome, indirizzo e persino il numero di telefono dei produttori degli ingredienti principali che compongono ogni piatto. In particolar modo i primi piatti evidenziano gli ingredienti tipici della Valcamonica, ma con piccoli tocchi di personalizzazione da parte dello chef per far proprio e unico il piatto.
Vengono serviti gli antipasti: la giardiniera di verdurine scottate e tagliere di salumi misti, tra tutti il salame di Ostiano e il violino d'agnello, lo strachì parat, (formaggio fresco di Nistisino, sciolto in abbondante burro di malga con cipolle e accompagnato da polenta fumante), il gazpacho con fatulì della Valsaviore (formaggio prodotto con latte crudo intero di capra Bionda dell'Adamello leggermente affumicato) per finire delle mozzarelle di bufala di Tavernole. Scegliamo poi due primi piatti, casoncelli con ripieno di verdure al burro vanigliato e maccheroni con ragù di agnello, piatti all'apparenza semplici ma complessi per la varietà di sapori ed emozioni che riescono ad esprimere. Per i secondi si comincia con un controfiletto di cavallo con salsa alla Saba (mosto cotto non fermentato e ribollito in paioli di rame) e poi uno splendido stracotto di capra della Valcamonica, non proprio in linea con la stagione ma ottimo per quella serata (vento, pioggia e freddo erano protagonisti) accompagnati da piccole patate al forno e pomodorini secchi.
Passiamo al vino. Buona la carta dei vini, principalmente segue le linee guida del locale e rimane per lo più su vini bresciani, scegliamo di estendere a tutto pasto un Franciacorta di Arici Colline della Stella di Gussago chardonnay 100% dosaggio zero (dopo la sboccatura non viene aggiunto nessuna quantità di zucchero e/o altri ingredienti ma solo rabboccato dello stesso vino base) che a mio parere regge bene il confronto con la maggior parte dei piatti serviti (solo con il controfiletto di cavallo l'abbinamento non paga).
Finale dolce, dalla crostatina di frutta ai vari sorbetti, io personalmente ho gustato un sorbetto di fragole al pepe nero, buono al palato ma con un retrogusto molto "pepato", forse un po' troppo. Con il caffè vengono serviti piccoli dolcetti, molto buoni, ottimi i piccoli cubetti di gelatina alla Sambuca. Scambio di opinioni con lo chef Michele Valotti e fotografia finale tutti insieme, che dire, un'esperienza del palato che sorpende soprattutto per la qualità degli ingredienti che compongono i vari piatti, soddisfatta in pieno l'intera compagnia, sia per il servizio ineccepibile, sia per l'ospitalità , peccato non siamo riusciti a degustare (per colpa nostra) i grandi formaggi nostrani presenti alla Madia che fanno di questo locale un punto di riferimento per i cultori di questi prodotti.
Concludendo possiamo dire che non vengono proposti molti piatti, ma quelli presenti sono sicuramente di grande interesse, sui vini personalmente aprirei a qualche altra produzione, anche non locale per arricchire una già buona carta dei vini, il conto sui 40 euro vini compresi mantiene un rapporto qualità prezzo particolarmente vantaggioso. Un locale da consigliare senza ombra di dubbio anche ai palati più esigenti.
Trattoria La Madia - via Aquilini 5 - Brione (BS) - 030.8940937 - www.trattorialamadia.it
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