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La Grotta - Vicolo del Prezzemolo, 10 Brescia 030.44068
Cena di rientro per l'allegra comitiva del Dgm e i suoi amici. Dopo varie ricerche online, decidiamo di trovare un locale che si trovi a Brescia, nelle vicinanze del centro (dovete sapere che siamo nel 2009 e c’è ancora qualcuno che non ne vuol sapere di prendere la patente.
Mah, forse un giorno diremo ”aveva ragione Roberto”) dopo un’accurata selezione tramite web, la scelta cade sull'Osteria la Grotta in via Prezzemolo, tra Corso Magenta e Via Moretto. Il sito presenta il locale in un modo molto convincente, specie leggendo i vari menù, tutti piatti genuini (come dice lo slogan del sito) e tanti prodotti di buona qualità, talvolta sfiorando anche l’eccellenza vedi Pata Negra Gran Riserva Joselito . Ancor di più mi colpisce la selezione dei vini proposta nel sito, tante eccellenze vitivinicole italiane, talmente tante da far riflettere un bel po’, citiamo tra le tante : Barbaresco '98 di Gaja, Amarone di Dal Forno, Vintage Tunina di Jermann, varie annate di Sassicaia e ancora tanti eccellenti Franciacorta con contorno grandi marche di Champagne, (c'era perfino il nostro chiudi-serata preferito il grande Blanc de Blancs di Ruinart) cosa volete di più, è proprio il posto che cercavamo.
Ore 21.15, la Grotta si presenta come un posticino niente male in una stradina riservata nel centro città, internamente un locale delizioso decorato con pitture che inneggiano alla grande preparazione di insaccati locali con in evidenza una bellissima cartina della provincia bresciana con tutte le località vitivinicole, veramente un locale molto carino. Passiamo senza molti fronzoli a cosa mangiare, l'oste con maniere molto garbate dopo averci servito i menù ci propone il piatto del giorno, tagliatelle ai funghi porcini freschi, che noi convinti della scelta del posto in cui ci troviamo accettiamo di buon grado, non prima però di aver ordinato un antipasto composto da tutti quei salumi prelibati illustrati sia sulle pareti del locale e descritti meticolosamente nei menu, di secondo ci viene sempre proposta la tagliata di Puledro che come ci spiega l’oste è il loro cavallo di battaglia e noi fidandoci in maniera assoluta accettiamo anche questo consiglio. Comincia la festa, 4 piatti di salumi rigorosamente tagliati (secondo l’oste) a coltello come viene specificato anche nel menù. Qualcuno di noi storce il naso nel vedere quei salumi tagliati si a coltello, ma forse un pò più alti del solito (bah, sarà che alla Grotta i salumi tagliati a coltello sono proprio di quello spessore? Usanze!) all'assaggio eccetto il Prosciutto di Praga gli altri affettati non mi sembravano all'altezza della presentazione, comunque tutto sommato un buon antipasto di affettati.
Arrivano i primi, per 4 di noi le tagliatelle ai funghi porcini, che già alla vista non sembravano un piatto ben costruito, infatti i funghi erano poggiati sulla pasta senza nessun legame tra i due ingredienti, si distingueva precisamente l'assenza di sale nella pasta e la buona sapidità dei funghi; altri 4 di noi si sono affidati ai classici casoncelli (piatto tipicamente bresciano che fino a quel momento, anche se in preparazioni diverse, non avevamo mai sbagliato) brutta la presentazione, e a parere dei quattro fortunati, dalla consistenza molto gommosa, simili a quelli preparati industrialmente o solamente (è solo un mio pensiero) preparati per il pranzo e serviti a cena . A Roberto, la cavia di turno; tocca il compito di degustare i piatti più semplici (di solito facciamo così per vedere se le preparazioni di piatti normali combaciano, in qualità, con i piatti tipici del locale). Di primo tagliatelle al ragù che secondo il parere (contestabile, ma non troppo) di Roby niente di eccezionale, pasta non molto saporita (ma non l’avevamo già incontrata?) con sugo troppo dolce. Di secondo una cotoletta alla milanese (si lo so, non si può andare in una tipica osteria bresciana e chiedere una milanese!!! Ma forse è meglio dire che non c’è che prepararla in quel modo) che altro non era che una grande frittata (fatta anche male, secondo il parere di Roberto e anche, solo a guardarla, il mio), con dentro una fetta di carne, (bah! sarà che alla Grotta la milanese si prepara così?..). Vano fu il sacrificio di Roberto. Noi altri invece, aspettavamo il cavallo (anzi il puledro) di battaglia della Grotta, la famosa tagliata di Puledro, non entusiasmante a mio parere ma tra tutti i piatti serviti possiamo senz'altro dire il migliore. Passiamo ai vini. Leggo la carta dei vini, che già conoscevo molto bene, l’avevo studiata su internet visitando il sito, e mentre stavo per scegliere la bottiglia toh! riecco la proposta dell’oste, vino della casa per tutti!!! , un Cabernet come rosso e un Tocai (Friulano) per quanto riguarda i bianchi entrambi provenienti da una cantina fidata friulana, allora mi chiedo, ma perché, con una carta dei vini piena di cosittanta scelta e qualità, l’oste mi propone questi prodotti? o abbiamo di fronte il diretto produttore di quei vini che vista la “competenza” di quella tavolata decide di farceli provare oppure non intendendosi dei vini riportati sulla carta del locale ricorda il Veronelli che diceva “Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale”; per non fare sempre la figura del Sommelier che deve dire la sua sui vini in ogni occasione cedo come già si era fatto prima alla proposta dell’oste. Il Tocai (Friulano) in bocca era molto accattivante, morbido e con una buona acidità, ma che già dopo il secondo bicchiere evidenziava un gusto quasi dolce che alla lunga dava la sensazione di stucchevole, comunque tutto sommato un vino molto beverino, anche perché servito molto freddo; il Cabernet, oltre il bel colore rosso rubino, niente altro, già al primo assaggio sembrava un vino sgraziato, senza un briciolo di equilibrio, le durezze avevano il sopravvento assoluto con un finale sgradevolmente amaro. Vino!?! Mah. In conclusione di serata vista la presenza di Giovanni, novello assaggiatore Onaf, chiediamo di prepararci dei piccoli assaggini di formaggi, la scelta cade su una formagella locale e un Bagoss. Sulla formagella non c’è niente da dire, ottima qualità, mentre per il Bagoss piccoli spicchi sembravano residui di prodotto già tagliato e conservati male, il gusto era il suo ma la consistenza lascia a desiderare sintomo di una conservzione non ottimale.
Che dire una serata enogastronomica, secondo il mio personale parere, disastrosa, almeno rispetto alle nostre aspettative, che si concludeva in "tragedia" dopo aver pagato il conto di circa 43 € a persona.
Secondo il mio modesto parere, e penso anche quello degli amici del DGM presenti, sulla Grotta posso esprimere un opinione non proprio positiva, un bel posticino ben curato sia internamente che esternamente ma, almeno per quella serata, non all’altezza di quello proposto in “vetrina”, lascio il beneficio del dubbio, perché una serata no può capitare al migliore dei locali, ma caro oste della Grotta, noi abbiamo avuto la netta sensazione di essere considerati clienti di serie B in quella serata, forse perché ci siamo fidati di quello che lei ci proponeva senza mai batter ciglio o forse solo perché sembravamo una banda di buontemponi di passaggio capitati lì per caso (tra l'altro con nessun bresciano presente) e perciò "damogli na legnata tanto qua non verranno più". Stia sicuro, caro oste,che dalla Grotta di Brescia non passeremo più, e penso anche, caro oste, che alla fine è proprio quello che lei voleva.
Cari amici, noi del DGM abbiamo un ideale che ci accomuna, passare insieme una serata davanti ad un buon tavolo, con piatti semplici ma onesti e alla scoperta di buoni vini per tenerci compagnia mentre sogniamo quello che vogliamo fare da grandi. Noi, cari amici, non andiamo nei locali per metterli alla prova, ne tantomeno per giudicarli, non sarebbe giusto viste le ancora piccole competenze che abbiamo nel settore, andiamo solo per mettere noi stessi alla prova, usiamo i ristoranti, le trattorie, le osterie, come banchi di prova dei nostri gusti personali, e scambiarci i propri pensieri su quel piatto piuttosto che su quel vino, dando però, notevole importanza su tutto quello che gravita in quel locale, non solo il bere e il mangiare ma anche dall’accoglienza al servizio, dai menù all’ambiente, dalla pulizia al conto, e tante altre piccole, ma importanti cose. Perciò senza ombra di dubbio possiamo dirvi che nel nostro piccolo, riusciamo a discriminare, sempre secondo i nostri gusti, quei locali in cui vale la pena ritornare, da quelli, che sicuramente per nostra negligenza, non siamo stati in grado di interpretare. Un saluto a tutti gli amici del DGM
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