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Friulvini chiude i battenti…segno della crisi o dei tempi?

  • Mercoledì 08 Luglio 2009 21:00
  • Scritto da Diego Sburlino
Il colosso Friulano, con sede a Zoppola (PN), nato nel 1959 dalla fusione di tre cantine sociali della zona, conta, attualmente, oltre 2000 soci che dispongono di una superficie vitata di circa 2.200 ettari. ià da tempo sul gruppo pordenonese soffiava aria di crisi, resa ufficiale dalla nomina, avvenuta a gennaio di quest’anno, di un Commissario governativo con il compito di cercare alternative concrete alla liquidazione coatta amministrativa che si profilava all’orizzonte. In un primo tempo sembrava che alcuni produttori fossero interessati a rilevare il complesso, si sono fatti i nomi di Fantinel e di La Delizia, altra grossa realtà cooperativa della zona, corrente in Casarsa della Delizia (PN) a pochi chilometri di distanza, ma alla fine nulla di fatto, in data 8 aprile 2009 la giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, preso atto dello stato di insolvenza della società, ha deciso per la inevitabile liquidazione coatta amministrativa (alias una procedura concorsuale di natura speciale rispetto al fallimento che comporta la liquidazione della società da parte dell’autorità amministrativa invece che da parte di quella giudiziaria anche se il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa produce effetti analoghi a quelli della sentenza di fallimento). Tutto questo in un momento in cui il vino sembra essere un settore immune dalla crisi o, quantomeno, toccato solo in minima parte.In realtà i più stretti collaboratori raccontano (io, in particolare, ho parlato con uno dei loro agenti di commercio storici) che negli ultimi anni vi sono state molte difficoltà a “piazzare” i vini dell’azienda, che corrispondono al gusto del consumatore d’antan, poco informato ed esigente solo dal punto di vista quantitativo e del risparmio economico. Oggi, a causa della proliferazione dei corsi specialistici per appassionati, della diffusione delle serate a tema, delle degustazioni guidate e delle sagre del gusto ecc…..il consumatore medio è più informato (o meglio ritiene di esserlo) e la richiesta di vino si attesta su livelli qualitativi differenti che una cantina come questa non sembra essere riuscita a soddisfare.
Dunque un segno dei tempi, a quanto pare, e non della crisi che attanaglia l’economia mondiale.
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